NNNAAAMMM: Unrecognizable to myself
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morte

Quando stamattina mi sono svegliata con un mal di testa atroce, una miriade di cerotti da elettrocardiogramma appiccicati al petto, nei polsi e nelle caviglie, un livido violaceo nell’incavo del braccio, un braccialetto del pronto soccorso legato con disinvoltura al polso destro manco fosse un invito a un evento, e i miei primi pensieri sono stati

a) E’ morto Marquez, porcaputtana!

b) mi devo tagliare le unghie dei piedi,

allora ho capito che qualcosa era andato decisamente male. Sentivo che la mia mente voleva agitarsi nel tentativo di riesumare la faccenda, ma il mio corpo, inerte, glielo impediva. Così rimasi con la testa ciondoloni dal letto, fissando i miei vestiti spiegazzati per terra: sono stati i dr Martens neri presi in prestito dalla mia amica a ridarmi la memoria di quella sera di giovedì, 16 aprile 2014, colpendomi con la forza di un proiettile. 

Dieci di sera, eravamo in cinque su una macchina da quattro. Come da prassi, uno di noi tira fuori una canna, la prima di una lunga fila. Con la nonchalance di chi è abituato a consumare regolarmente erba, faccio due tiri sdegnosi. E sì che non sono una marmocchia 14enne che fuma la sua prima sigaretta! Appena scendiamo dalla macchina, mi colpisce un pensiero: “Ma sono l’unica che sente la vita ora adesso? Sono davvero qui?” Che cretinata, sono i pensieri assurdi che di tanto in tanto mi mandano in panne il cervello. Ma stavolta l’effetto è stato mostruoso. La realtà ha iniziato a dissolversi, a lampeggiare sempre più in fretta, avevo flash velocissimi di coscienza, non coscienza, coscienza, non coscienza. Mi attaccai alla manica della mia amica biascicando “Aiuto, ho un attacco, aiuto non capisco un cazzo AIUTAMI PER FAVORE” “Ma smettila scema, sei solo fatta murata, datti una calmata”. Col cazzo. La mia mente si era trasformata in un pendolo rincoglionito, faceva avanti e indietro tra un mondo parallelo e inerte e la realtà: mi ero sdoppiata, ero lì perchè riuscivo a parlare, mi ricordavo chi ero e cosa ci facevo lì ma allo stesso tempo ero chissà dove, lontanissima. In preda alla rabbia per l’incapacità di ripristinare la mia normalità mentale ed entrare una buona volta nel locale, mi misi a saltellare e a prendermi a schiaffi da sola. A quel punto la compagnia ha capito che qualcosa non andava in me, e mi ha circondata “ma che hai? ci sei? calmati ora ti passa! ma cosa ti senti? ti sei rincoglionita?” A queste domande rispondevo con urla isteriche, le cose mi stavano sfuggendo di mano ed è lì che sono entrata in paranoia sul serio, non ero più io, io non ero mai esistita, e allora che ci facevo lì e perchè ero in grado di parlare e di ricordare? E anzi, sapevo benissimo che stavo andando in panico e questa consapevolezza mi gravava addosso, avevo cemento liquido nelle vede. Una mia amica chiamò mio padre, le strappai il telefono di mano e urlai “papà papà fallo smettere VIENI AIUTO”, mi distesi per terra e tutto iniziò ad offuscarsi. 

Sto per morire.

Reagì con violenza a questo nuovo pensiero, la paura della morte si insinuò in me come veleno, ripresi a dimenarmi e a urlare per vincere quella cappa di oblio che mi tappava il cervello, ma era sempre più pesante. Quando arrivò mio padre, mi scaraventai nella sua macchina implorandolo di portami in ospedale, portami via, uccidermi, gli chiesi scusa cento volte, gli vomitai in macchina e tutto ciò che vedevo era il riflesso del suo sguardo serio. Sbatto le palpebre e siamo nel parcheggio dell’ospedale, le sbatto di nuovo e sono in un lettino circondata da due infermiere e un poliziotto, chiudo e apro gli occhi, un tipo mi sta infilando una flebo e attaccando i cerotti in giro, frugando nel mio corpo come se niente fosse. La paura di morire era ancora in me, scongiurai l’ometto di salvarmi e allo stesso tempo di togliere le sue luride manacce dalle mie tette. Di nuovo, sbatto le palpebre e sono su una sedia a rotelle, l’arancione dell’ospedale mi da fastidio, chiudo gli occhi e sono a casa. 

Nessuna descrizione potrà mai spiegare quanto sia stato terrificante l’orrore di quelle ore. Il mio corpo continua a non appartenermi, e i cerotti hanno fatto presa sulla pelle in modo indelebile. 

la situazione sta degenerando

io devo studiare un pezzo al violino

sto guardando serie tv da quindici ore

non riesco ad alzarmi

non voglio alzarmi

dio merda 

flirst:

Nuova circonvallazione 38 by flirstFacebookSociety6
unexplained-events:

Female KKK membersThis is was one creepy cult
bl4ckmass:

Not Sad 10 / 2013
g0ldchild:

becomming:

xlizardx:

Apparently this is "The clearest photo of Mercury ever taken."

why isnt everyone getting so excited about this, it is literally another planet look at how beautiful it is stop what your doing and look at how alien like this planet is what is living there oh my god mercury

I wish all and only us tumblr ppl could just live there, dominate mercury, have fast wifi, blog all day, eat pizza, and stargaze, and oh my god lets make this happen
Прво писмо(Дениција)-Петре М. Андреевски  (via vredi-li-da-postoish)

(via cloud-of--unknowing)

Ништо не е повидливо,
и ништо не е поприсутно од твоето отсуство
btxsqdr:

We’re getting good at going to Mars! Mission(s) to Mars and Ride Of The Valkyries
binglederries:

I LOVE THE PINK PANTHER

le serie tv sono belle

la vita no

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